Best Seller – Part V

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Andammo da lei. Il suo appartamento era piccolo ma arredato in modo confortevole; per arrivare in camera da letto bisognava attraversarlo completamente.

Wanda andò in bagno per ‘rifarsi il trucco’, io invece mi diressi verso il frigo per rimediare una birra. Nulla; dentro c’erano solo diet coke, carote, insalata, prosciutto cotto, uova e del latte.

“Tesoro se cerchi da bere trovi della vodka nel freezer” – mi urlò dal bagno.

Seguii il suo suggerimento. Fortunatamente oltre alla vodka c’era anche un liquore al caffè e del ghiaccio, così riuscii a preparare un paio di white russian.

Con i drink in mano mi diressi verso la camera da letto.

Pareti color rosa tenue, tende bianche con piccoli ricami rosa che richiamavano le pareti, mobilio bianco in stile moderno. Le lenzuola erano rosse, avvolte da un copriletto bianco a pois rossi; non male come accostamento di colori.

Mi spogliai e rimasi in mutande, meglio farsi trovare pronti. Mentre sorseggiavo il mio drink notai sul comodino un posacenere con dentro dei mozziconi sporchi di rossetto. Bene, potevo fumare.

Mi accessi una bionda e mentre lo zippo fece il click di chiusura arrivò lei. Bellissima, con indosso un corpetto di pizzo nero e ricami rosso fuoco; il tutto corredato da autoreggenti e  guepiere.

Le porsi il suo white russian, ne prese un sorso, lo appoggiò al tavolino in vetro di fianco alla poltrona in pelle bianca e si leccò le labbra in maniera sensuale mentre mi si avvicinava a gattoni sul letto.

“Detective Philip” – disse con tono sensuale “Adesso basta bere.”

Mi si mise sopra; mentre le sbottonavo il corpetto iniziò a baciarmi. I suoi lunghi capelli biondi mi accarezzavano il petto dandomi un leggero, ma piacevole, solletico. Addosso aveva un profumo diverso rispetto a quanto ci incontrammo per la prima volta. Questa notte Wanda profumava piacevolmente di vaniglia.

Fu del gran sesso. Sapevamo poco l’uno dell’altra, forse per questo era stata una bella cavalcata; l’estasi di provare qualcosa di nuovo.

Andai in bagno per farmi una doccia. Naturalmente c’erano solo uno shampoo ai frutti rossi e un bagnoschiuma al miele; mi accontentai. Dopo tutti i drink bevuti quella sera, il fumo ed il sesso, mi sentivo la bocca come se avessi ingoiato un guanto di pelle. Dovevo lavarmi i denti. L’igiene personale è importante: usai il suo spazzolino.

Tornai a letto, mi accesi l’ultima sigaretta della giornata, o forse sarebbe stata la prima: erano le tre del mattino. Wanda si era addormentata, così finii anche il suo cocktail annacquato; il ghiaccio era ormai sciolto.

Appena sotto le coperte mi si avvicinò e pose il capo sul mio petto. Non era un buon segno.

Ripresi i vestiti e dissi a Wanda che avevo ricevuto un’email dall’ufficio e dovevo rientrare d’urgenza. Ci rimase male, ma non ero pronto per una situazione del genere. Le baciai la fronte, andai verso la porta e una volta uscito mi diressi verso la mia auto.

Tornato a casa parcheggiai la mia Camaro del ’69 nel vialetto. Quando l’avevo comprata era un gioiellino, perfetta. Ora aveva qualche ammacco sulle portiere, graffi sui paraurti ed il nero non era più lucido come una volta.

Rientrato nel mio appartamento mi spogliai, buttai i vestiti nell’armadio e andai  a letto; cercavo di riposare ma non riuscivo ad addormentarmi. Presi il mio smartphone, sul display c’era il simbolo di una busta chiusa, indicava l’arrivo di una nuova email; era Jessica Shipman, la nostra profiler: aveva tracciato il profilo del nostro serial killer e chiedeva un incontro per metà mattina. Riposi il tutto sul comodino e cercai di addormentarmi; sapevo già che l’indomani sarebbe stata una giornata lunga e pesante.

…continua…

2 Comments

  1. Francesco Bersani Fonico · 20 Dicembre 2013 Reply

    Sto sborrando….. Sei un figo!

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